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Annientatori di stress, direttamente dalla stalla

Pubblicata il 04-07-2018

 

“Stiamo parlando di batteri ambientali, con i quali l’essere umano convive pacificamente da migliaia di anni, ma che nelle città hanno vita dura”, spiega il Professor Stefan Reber, responsabile della Sezione di psicosomatica molecolare presso il Policlinico universitario di medicina psicosomatica di Ulm. Lo studioso e i suoi colleghi dell’università di Ulm, in collaborazione con ricercatori da Erlangen, Londra e Boulder  in Colorado hanno rilevato, come gli uomini che trascorrono i loro primi 15 anni di vita in una fattoria destinata alla tenuta di animali da reddito, siano meglio preparati alle situazioni di stress psicosociale rispetto ai loro corrispettivi cresciuti, sempre per i primi 15 anni, in città con più di 100'000 abitanti e senza aver avuto animali da compagnia.

 

Per lo studio, da poco pubblicato nella rinomata rivista PNSA, i ricercatori hanno sottoposto un totale di 40 maschi sani volontari a uno stress test e, allo stesso tempo, raccolto dei campioni come gli ormoni da stress e i parametri immunologici. I volontari sono stati messi sotto pressione con l’ausilio di un esperimento da laboratorio standardizzato detto “Tries-Social-Stress-Test” (TSST). Nel frattempo i soggetti si sono impegnati in una ricerca d’impiego fasulla, esponendosi in questo modo a uno stress sempre maggiore. Nel mentre dovevano risolvere dei calcoli mentali e in caso d’errore, ricominciare il tutto daccapo. Prima e dopo il test, gli studiosi hanno prelevato dei campioni di sangue e di saliva, ottenendo in questo modo delle speciali cellule immunologiche come le cellule della frazione mononucleata del sangue periferico (PBMC), e quindi potuto valutare i parametri di stress, come il cortisolo, di ogni singolo soggetto.

 

Il sistema immunitario degli abitanti rurali non si è lasciato provocare tanto quanto quello dei cittadini

Nel corso del test è stato dimostrato come negli abitanti della campagna – anche se da un lato sono stati riscontrati dei parametri maggiori rispetto a chi vive in città, sia per quanto riguarda il livello basale degli ormoni dello stress, sia per la sensazione di stress soggettiva dichiarata in un apposito questionario - il sistema immunitario non si sia lasciato condizionare tanto quanto quello dei cittadini, che durante l’infanzia non hanno avuto contatto con degli animali. Negli abitanti urbani cresciuti senza animali le constatazioni non si limitano a un incremento maggiore dei PBMC indotti dallo stress; anche i valori indicatori dell’infiammazione interleuchina 6 restano elevati per un periodo più esteso rispetto al gruppo di confronto.

 

È’ stato riscontrato un altro chiaro indizio di come il sistema immunitario degli uomini cresciuti in campagna sia in grado di affrontare meglio lo stress. Per giungervi sono state isolate ed esaminate le cellule mononucleate del sangue periferico sulla distribuzione dell’antiinfiammatoria Interleuchina 10. A seguito dello stress test, al contrario di quanto riscontrato negli abitanti rurali a contatto con animali, nei cittadini il rilascio di questa sostanza antinfiammatoria è risultato significativamente ridotto.

 

Un sistema immunitario iperattivo scatena reazioni infiammatorie croniche
Per la salute, risposte eccessive del sistema immunitario sono un problema, poiché queste spesso portano a delle reazioni infiammatorie croniche. “Tali processi hanno, per esempio, un ruolo nella formazione di asme e malattie allergiche, come anche di depressione e disturbi da pressione postraumatica” sottolinea lo specialista in Psiconeuroendocrinoimmunologia Stefan Reber.

Si sa da tempo che la predisposizione all’asma e alle allergie, così come per le malattie psichiche, sia di media più elevata nelle persone che vivono nelle zone urbane. Con il trend globale di urbanizzazione – sempre più persone si spostano dalla campagna alle metropoli – questa scoperta guadagna ulteriore forza dirompente. Come ipotizzato da un qualche anno dalla ricerca sui suddetti “missing microbe” (microbi mancanti), la mancanza di contatto con dei batteri specifici gioca un ruolo fondamentale,.

Topi vaccinati con batteri ambientali hanno una miglior resistenza allo stress
Durante un esperimento condotto in precedenza, il team di ricercatori del professor Reber ha potuto dimostrare, come la resistenza allo stress dei topi sia migliorata tramite l’iniezione di un “vaccino” contenente alcuni batteri ambientali conosciuti. Ovviamente, sarebbe bello trasmettere negli esseri umani i risultati ottenuti sui topi. Ci sono delle possibilità che, in futuro, simili vaccini possano funzionare su gruppi di persone a rischio. Il prossimo obiettivo del team di studiosi è scoprire se, un contatto precoce con animali domestici abbia degli aspetti positivi nelle città.

Universität Ulm, 2 maggio2018
Trad. e adattamento: Lara Colombi







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