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Bio Suisse richiede un controprogetto all’Iniziativa acqua pulita e cibo sano

Pubblicata il 12-03-2018

 

L’Iniziativa “Acqua pulita”, recentemente depositata alla Cancelleria Federale, sta tenendo occupato e preoccupa il settore agricolo. Questa richiede, tra l’altro, che in futuro i pagamenti diretti vengano versati solo ad aziende che non impiegano pesticidi e che nutrono i propri animali esclusivamente con foraggio prodotto internamente all’azienda.

Anche gli agricoltori biologici e l’Orga­niz­zazione mantello Bio Suisse sono sotto pressione. I loro rappresentanti si sono finora dichiarati “cautamente positivi nei confronti dell’iniziativa” e ora si stanno occupando intensamente sul suo contenuto. Una presa di posizione ufficiale non è però ancora stata redatta.

 

Manca una chiara dichiarazione a favore dell’agricoltura biologica

In un articolo della rivista di settore “Bioakuell”, il responsabile del settore politico di Bio Suisse, Martin Bossard, richiede un controprogetto all’Iniziativa. L’entusiasmo iniziale nei suoi confronti è infatti andato scemando “malgrado a un primo sguardo sembra voglia rinforzare le richieste per cui le aziende biologiche stanno lavorando già da tempo” scrive Bossard. 

Nel testo dell’Iniziativa mancano dei riferimenti specifici per la produzione biologica e non solo. “Il contenuto dell’Iniziativa potrebbe causare dei problemi seri anche alle aziende bio” continua Bossard, che menziona anche alcune domande che sono ancora senza risposta.

 

Con l’accettazione dell’Iniziativa, quali prodotti fitosanitari sarebbero ancora ammessi?

Secondo Bio Suisse, i prodotti fitosanitari approvati nella lista delle risorse di FiBL dovrebbero rimanere tali. La lista include 107 prodotti su un totale di 400 fitosanitari autorizzati. Tra questi 107, secondo Bossard, ce ne sono 26 che sarebbero toccati dall’Iniziativa (per esempio degli estratti vegetali, lo zolfo, i minerali argillosi e l’olio di sesamo).

 

Per quale motivo non sono coinvolti gli utilizzi non-agricoli?

Si stima che ogni anno circa 300 tonnellate di sostanze attive di prodotti fitosanitari vengano impiegati al di fuori del settore agricolo, mentre ce ne sono 700 tonnellate che rimangono una vera incognita.

 

Quanto è rigida la pretesa, che il foraggio per gli animali debba provenire esclusivamente dalla propria azienda?

Moltissimo. L’importazione di foraggio è molto importante anche nell’agricoltura biologica, inoltre, il commercio di foraggio tra le aziende è molto intenso.

 

Il controprogetto

In base a queste considerazioni, Bossard menziona “elementi per un possibile controprogetto dal punto di vista di Bio Suisse”:

•          Statistiche trasparenti sulla vendita, l’impiego e la localizzazione di fitosanitari e di prodotti di degradazione.

•          Una tassa d’incentivazione sui prodotti fitosanitari (in Danimarca questa misura ha ridotto del 40% l’impiego di pesticidi).

•          Aumento dell’IVA per i prodotti fitosanitari (attualmente sono ad un tasso minimo).

•          Più trasparenza nelle procedure di autorizzazione (in Svizzera, al contrario dell’Unione eu­ropea, la procedura di registrazione è segreta).

•          La rinuncia all’impiego di erbicidi nelle colture.

 

Bauernzeitung, 23 febbraio 2018

Trad. e adattamento: Lara Colombi







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