iscriviti ai feed RSS

I proprietari di bosco aiutano nella protezione del clima

Pubblicata il 09-07-2018

 

L’Assemblea dei delegati di BoscoSvizzero, associazione ombrello dei proprietari di bosco, si è tenuta lo scorso 22 giugno a Stans (NW). Daniel Fässler, consigliere nazionale e professionista dell’Appenzello Interno, è da un anno a capo di BoscoSvizzero. In qualità di parlamentare federale s’impegna regolarmente a favore degli interessi dell’economia forestale e dell’impiego del legname. Di fronte a un centinaio di delegati e invitati, ha animato i dibatti sui due temi che gli stanno particolarmente a cuore; il primo è la revisione in corso della Legge Federale sul CO2 e l’altro, il posto occupato dai boschi nella politica climatica. La foresta è toccata direttamente dalle difficili manifestazioni legate al clima che continuano a moltiplicarsi. Le tracce della tempesta Eleanor/Burglind, che ha colpito il nostro Paese a gennaio, sono ancora visibili in molte regioni. Ma sono soprattutto il costante aumento delle temperature, gli episodi di siccità e gli avvenimenti meteorologici estremi a colpire i boschi svizzeri. L’abete rosso, cavallo di battaglia dell’economia forestale, è minacciato anche in altitudine. Con delle misure di selvicoltura appropriate, proprietari e aziende devono cogliere la sfida in modo da mantenere la vitalità del bosco, per far si che possa continuare a svolgere le molteplici e diverse funzioni che ci si aspetta da esso.

 

 

Considerare bosco e legno separatamente

 

Allo stesso tempo il bosco contribuisce in modo non sottovalutabile alla riduzione della concentrazione di gas a effetto serra, dato che lo sviluppo degli alberi trasforma grandi quantità  di CO2 in ossigeno. Con delle misure gestionali appropriate può essere implementato ulteriormente il ruolo di queste fonti di carbonio organico del bosco. Anche se si dovessero aumentare sostanzialmente i prelievi di legna nei boschi, il volume del legno vivo continuerebbe a crescere negli anni. Questa riserva vivente di sviluppo continuo ha però bisogno di cure, in questo caso non si parla del taglio degli alberi a intervallo regolare, per conservarne la stabilità. I tagli hanno altri effetti positivi sul clima: quanto più legno, materia prima rinnovabile, si utilizza per rimpiazzare il consumo di energie fossili o minerali, (le quali richiedono ingenti quantità di energia per la lavorazione) tanto meno CO2 viene emesso nell’atmosfera. Daniel Fässler sottolinea che “Molti non lo sanno, ma possiamo allo stesso tempo occuparci della gestione del bosco e dunque ringiovanirlo, aumentando l’utilizzo di legname neutro per il nostro clima, riducendo di conseguenza le immissioni di CO2”. Conviene però trattare e considerare separatamente il ruolo del bosco vivo nella riduzione del CO2 e, la riduzione del CO2 derivante dall’impiego della legna. Bisogna che i politici creino un dispositivo per un indennizzo adeguato, che inciti i proprietari a impegnarsi di più in questa direzione. Questo è il principio che il Presidente di BoscoSvizzero difende in Consiglio nazionale. Non conta inoltre esclusivamente sul sostegno da parte dei proprietari di bosco, bensì anche da parte della politica, dell’economia e della società.

 

Solidarietà in modo da non saturare il mercato

I delegati e gli invitati di BoscoSvizzero hanno inoltre trattato la situazione del mercato del legname. Le tempeste dello scorso inverno Eleanor/Burglind, Evi e Cie, hanno sradicato molti alberi. Nelle segherie ci sono scorte fino all’inverno prossimo, non si possono dunque più prendere in carica altri lotti di legname. Se, per contrastare la minaccia del bostrico, venissero ancora raccolti dei volumi supplementari nel corso dell’estate il mercato potrebbe saturarsi, facendo crollare i prezzi. Le tempeste e il bostrico influenzano anche l’offerta di legna nei Paesi limitrofi. Per questo motivo BoscoSvizzero chiede ai suoi membri di adattare la propria offerta alla richiesta e di non intraprendere dei tagli che non garantirebbero uno smercio con remunerazioni corrette. L’associazione chiede solidarietà tra i suoi affiliati. Questa raccomandazione deve essere presa in considerazioni anche in regioni che non sono state colpite dalle tempeste, in modo da non saturare il mercato. Indi­pen­dentemente dal luogo, la vendita del legname non copre più i costi di produzione: non bisogna aggravare ulteriormente questa tendenza.

D’altra parte, con diverse campagne marketing e contribuendo a far conoscere il Marchio d’origine Legno Svizzero, l’associazione s’impegna attivamente per migliorare la richiesta di legname svizzero.

 

BoscoSvizzero,

Trad. e adattamento Lara Colombi







Iscrizione alla newsletter


Privacy Policy

Accedi per scaricare il materiale riservato o per pubblicare un annuncio nella nostra Borsa del lavoro






Se hai dimenticato la password clicca qui