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Intervista a Dorcas Ndigueroïm

Pubblicata il 26-10-2018

 

Nel 2014, nell’ambito di un progetto sviluppato dall’Unione svizzera delle donne contadine e rurali in collaborazione con Swissaid, otto donne contadine di quattro continenti diversi si sono ritrovate in Svizzera per una gita di studio. In Svizzera, hanno avuto la possibilità di scambiare conoscenze sulle proprie situazioni e sul proprio lavoro.

In occasione della Giornata internazionale delle donne rurali, festeggiatasi lo scorso 15 ottobre, sono state pubblicate alcune interviste fatte alle donne che nel 2014 hanno visitato la Svizzera.

In seguito l’intervista tradotta in italiano a Dorcas Ndigueroïm, contadina del Ciad.

 

1. Come è cambiata la sua situazione dal 2014? Cosa è migliorato e cosa è invece peggiorato?

 

Sono rimasta impressionata da come veniva prodotto il concime in Svizzera. Ma siccome non posso seguire alla pari lo stesso procedimento, l’ho adattato alle nostre condizioni.

Prima di portare il letame sul campo, lo porto a casa e lo tengo per un po’ di tempo all’interno di sacchi. Al momento di spargerlo, poco prima della semina, il concime è già a buon punto nella sua decomposizione. Anche il fogliame e i resti delle colture le metto nel compostaggio, come pure cenere della mia cucina. Dopodiché lo spargo prima di arare.

Grazie a questa tecnica, il mio raccolto è cresciuto. Prima, da 1 ettaro raccoglievo 4,5 sacchi di arachidi. Con il nuovo procedimento raccolgo ora ben 7 sacchi di arachidi (un sacco di arachidi sbucciate pesa circa 80 kg. Vale a dire 0.56 tonnellate per ettaro. Un aumento del 50,1%).

Una parte di questo raccolto viene consumato, l’altra la utilizzo per estrarre l’olio da vendere. Con ciò che ricavo riesco a pagare la scuola per i bambini, i costi per la salute, una parte delle finanze di casa e i prodotti per l’igiene. Ad esempio, per l’anno scolastico 2017-2018, ho potuto prendermi a carico i costi di 6 bambini, tra i quali 2 bambine:

-          Materiale: 30'000 Franchi CFA;

-          Uniformi: 35'000 Franchi CFA;

-          Tasse scolastiche: 57'000 Fr. CFA

Un totale di 122'000 Franchi CFA che sono pario a 222 Franchi svizzeri.

Ho anche tre figli che studiano all’università, due a Tchang in Camerun e uno a Bitkine in Ciad. Di loro si occupa loro padre.

Anche per quanto riguarda l’allevamento di animali ho migliorato alcuni procedimenti dopo l’esperienza in Svizzera. Possiedo delle capre e ho migliorato la loro alimentazione. Prima lasciavo le capre pascolare da sole nella natura. Ma dopo ciò che ho visto in Svizzera, ho cambiato. Ora, do loro del sorgo e del fieno composto da ciò che rimane dalle colture di arachidi e fagioli. Così posso dare alle mie capre da mangiare ogni mattina. Esse sono diventate più famigliari e non scappano più. Sono già riuscita a vendere due capre a 40'000 Franchi CFA l’una e ho potuto acquistare dei vestiti nuovi per i bambini ed erano contentissimi.

Un altro punto importante per noi visitatrici della Svizzera è stato la trasformazione dei prodotti locali. La trasformazione dei nostri prodotti la abbiamo sempre fatta, ma a differenza della Svizzera, noi non le abbiamo mai dato importanza. Per noi, i prodotti più prestigiosi erano quelli importati e confezionati. Dopo il mio ritorno dalla Svizzera, ho informato le mie colleghe di come viene trasformato il latte in Svizzera e le ha motivate a dare più valore ai loro prodotti, come nel caso del burro di karité. Esso può essere trasformato in diverse maniere: crema per la pelle e capelli, sapone e olio da cucina. Gli scarti di questa trasformazione si possono utilizzare per combattere le termiti che distruggono le recinzioni.

Inoltre, la consapevolezza delle donne contadine per il loro diritto alla terra è cresciuto e come risultato, alcune donne contadine hanno potuto riprendere alcuni terreni dai loro mariti, dai capi dei villaggi  o addirittura ereditati dai loro genitori. Le donne non avevano diritto all’eredità né del marito, né del padre.

Ciò che qui da noi è problematico, sono i costanti conflitti fra i contadini e gli allevatori dovuti al vago pascolo degli animali. Questi conflitti portano addirittura delle vittime e rendono difficile la convivenza fra le persone. Ovviamente esso si ripercuote sulla produzione di alimenti fatta da noi donne.

 

2. Quali sono i suoi sogni per il futuro?

In futuro mi piacerebbe sperimentare la semina a lettiera come l’ho vista fare in Svizzera. Inoltre, mi piacerebbe avere migliori attrezzi per la lavorazione e l’imballaggio dei nostri prodotti: ciò migliorerebbe la vendita.

Mi piacerebbe anche migliorare l’alfabetizzazione delle donne, affinché tutte le donne della mia organizzazione siano in grado di leggere, scrivere e calcolare, attività che reputo importanti per il lavoro e la vita di tutti i giorni.

 

3. Cosa chiederebbe alle donne contadine svizzere?

Desidererei rinnovare la relazione con le donne contadine svizzere per continuare con lo scambio di esperienze e di prodotti trasformati localmente. Ci servirebbero più progetti di sviluppo e delle migliori attrezzature per la trasformazione dei prodotti della nostra regione.

 

Trad. e adattamento Abg

Versione originale in francese: https://www.paysannes.ch/fileadmin/Landfrauen/Aktuell/pdf-Dateien/Diverse/f_Internationaler_Tag_der_Landfrauen_Dorcas_Ndigueroim.docx.pdf

Versione in tedesco: https://www.landfrauen.ch/fileadmin/Landfrauen/Aktuell/pdf-Dateien/Diverse/d_Internationaler_Tag_der_Landfrauen_Dorcas_Ndigueroim.docx.pdf

 

 







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