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Latte: il settore ha fallito

Pubblicata il 04-09-2018

 

Lo scorso giovedì 23 agosto l’Interprofessionale (IP) Latte ha deciso, ancora una volta, di lasciare invariato il prezzo indicativo del Latte A. Con questa sua decisione ha dimostrato, nonostante la sempre più difficile situazione del mercato, come non sia né disposta, né in grado, di prendere delle decisioni per il settore.

I produttori non sono infatti riusciti a trovare un riscontro nella loro richiesta di aumentare il prezzo indicativo del Latte A, motivo per cui il prezzo rimarrà invariato a 68 centesimi al chilo anche nel 4 ° trimestre dell'anno corrente. Quota che è rimasta invariata dallo scorso ottobre.

 

Il Comitato della Federazione dei Produttori Svizzeri di Latte ha espresso chiaramente e all’unisono la sua disapprovazione, portando in questo modo il proprio supporto al Gruppo d’interesse della “Produzione” interno all’IP Latte. Nella già critica situazione attuale, un aumento del prezzo indicativo di 5 centesimi al chilo sarebbe stato urgente e necessario. Nei prossimi mesi gli effetti della siccità avranno ripercussioni non sottovalutabili sul mercato e questa preoccupazione non si limiterà alla sola Svizzera. Difatti, il foraggio per le mucche da latte non scarseggia solo all’interno dei confini nazionali, bensì anche nei Paesi limitrofi e in Europa in generale. L’Unione dei contadini tedesca (DBV), ad esempio, prevede una perdita dovuta ai prolungati periodi di siccità pari a un terzo del raccolto. Le conseguenze, nel corso dei prossimi mesi, prevedono la diminuzione della fornitura di latte come pure una riduzione dei livelli di grasso e proteine. Il burro diventerà quindi in Svizzera un bene raro entro la fine dell’anno. Incontestabile anche il fatto che i produttori saranno costretti ad acquistare foraggio all’estero a prezzi elevati, con un massiccio aumento dei costi di produzione. Per i produttori di latte, è quindi incomprensibile il motivo per cui a questi segnali di mercato, non siano state prese delle vie di fatto.

 

Un aumento del prezzo del latte avrebbe dimostrato come l’industria lattiero-casearia sia in grado di rispondere in modo indipendente alle situazioni straordinarie, vale a dire, senza interpellare ogni volta la politica. L’incomprensibile decisione di IP Latte va inoltre ad aggiungere ulteriore linfa alle imminenti iniziative popolari e se il mercato continua a fallire, per la popolazione diventa legittimo iniziare a chiedersi per quale motivo i settori di lavorazione e il commercio al dettaglio intaschino i profitti, mentre allo stesso tempo i contadini hanno sempre più difficoltà a pagare le bollette.

 

L’Unione Svizzera dei Contadini è indignata dell’arroganza e della mancanza di solidarietà dimostrata e chiede all’Interprofessione Latte di rivedere questa sua ultima scellerata decisione in ordine di tempo. La pazienza dei produttori è arrivata agli sgoccioli: se l’industria non vuole e non è in grado di aiutare sé stessa, vorrà dire che anche in futuro la politica dovrà nuovamente intromettersi e salvare la baracca!

 

USC, Trad e adattamento LC e AB







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