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Le superfici coltivabili in Svizzera consentirebbero un apporto sufficiente di calorie

Pubblicata il 06-08-2018

 

I calcoli e le simulazioni statistiche mostrano che con 2’340 kcal pro capite al giorno, le superfici coltivabili in Svizzera garantirebbero l’auto-approvvigionamento della popolazione. Questo valore sarebbe inferiore al consumo medio attuale di 3’015 kcal, ma comunque superiore alla maggior parte dei valori raccomandati dalla Società Svizzera della Nutrizione (SSN). L’auto-approvvigionamento - o autosufficienza alimentare - implicherebbe dunque un adattamento delle nostre abitudini alimentari. Nello scenario sviluppato da Agroscope, tutte le superfici agricole della Svizzera verrebbero utilizzate per garantire la più ricca alimentazione calorica possibile. Sarebbe quindi necessaria la conversione di molti prati naturali in terreni arabili, perché logicamente la produzione di calorie è più elevata nelle superfici coltivate che nei prati e nei pascoli. Poiché il consumo di latte fresco aumenterebbe, tutte le superfici erbate ancora disponibili sarebbero utilizzate per la produzione di latte. La carne di maiale e di pollame, così come le uova, dovrebbero invece rappresentare solo una piccola parte del consumo alimentare. Al contrario, rispetto a oggi, verrebbero consumate molte più patate e prodotti di panetteria e pasticceria.

I risultati mostrano anche che, nel contesto attuale, sarebbero necessari circa 440’000 ha di superfici per l’approvvigionamento delle colture (SAC) per raggiungere l’obiettivo preposto. In questo contesto, è curioso rilevare come il piano settoriale delle SAC, approvato dal Consiglio federale nel lontano 1992, fissava già allora la superficie minima di SAC in 438'460 ha per l’intero territorio elvetico.

Il modello usato da Agroscope nel presente progetto include alcune particolarità interessanti. Per tenere conto del margine d’incertezza delle simulazioni, è stato detratto il 10% della quantità di raccolto e si è presupposto che i terreni, il sapere degli agricoltori e tutte le altre risorse necessarie per la produzione siano sempre disponibili. I ricercatori hanno anche ipotizzato che le uova per la produzione di pollame, così come i fertilizzanti e i prodotti fitosanitari, possano essere importati. È stato anche previsto che né mais, né orzo, facciano parte dell’alimentazione umana e che il foraggio non possa essere importato. In più, qualsiasi altra importazione o esportazione è stata esclusa dai calcoli.

Con questi scenari “futuristici” e dopo una primavera con cambiamenti numerosi e rilevanti, la redazione dell’Agricoltore Ticinese va in vacanza e si prende le meritate, consuete, due settimane di riposo. Un sincero augurio di buone vacanze dalla direttiva UCT e dalla redazione a tutti i lettori, collaboratori e amici del nostro giornale 150enne. A tutti coloro che ci seguono ogni settimana con regolarità e molta attenzione.

 

Sem Genini, segretario agricolo UCT

 







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