Siccome negli ultimi decenni le aree boschive sono molto aumentate in tutta la Svizzera, le Commissioni parlamentari dell'ambiente propongono una Legge meno rigida. Alla proposta sembrerebbero essere d'accordo anche le associazioni ambientaliste, purché si rispettino precise condizioni.
La Svizzera ha una Legge forestale molto severa, che protegge i boschi e impedisce una diminuzione della loro superficie. Secondo quest'ultima ogni dissodamento deve essere compensato con un rimboschimento.
In pratica si tratterebbe di allentare l'obbligo di compensare il taglio degli alberi con l'inserimento di nuove piante in natura. Le eccezioni all'obbligo di rimboschimento, proposte dalle Commissioni parlamentari dell'ambiente, riguardano le superfici dissodate per costruire impianti di produzione di energie rinnovabili o quelle destinate al recupero di terreni agricoli, sui quali la foresta si è estesa negli ultimi trent'anni. Invece dei rimboschimeti compensativi si vogliono permettere altre misure, come per esempio la realizzazione di biotopi e muri a secco.
La presidente di ProNatura, Silvia Semadeni, ai microfoni della RSI ha fatto presente che "non si tratta di un dietro-front da parte delle associazioni ambientaliste; il principio rimane, però abbiamo constatato che la superficie boschiva continua a crescere, soprattutto in certe regioni, tra cui la Svizzera italiana".
Le concessioni devono quindi valere solo in queste regioni: "L'avanzamento del bosco non sempre fa bene alla natura, ha continuato Semadeni. È vero che nel bosco c'è molta biodiversità, ma se il bosco avanza distrugge altri ambienti vitali per tante altre specie".
Le associazioni ambientaliste tengono a sottolineare che la modifica della Legge va a vantaggio delle eccezioni sopraddette e non per l'edificazione di nuove case.
Approfondimenti: I boschi avanzano, si può disboscare (video rsi 27.01.2012)