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Nei suoli compattati le radici non riescono a raggiungere l’acqua

Pubblicata il 07-08-2018

 

La tendenza nella progettazione dei macchinari agricoli è quella di renderli continuamente più potenti e generalmente più pesanti. Con il loro passaggio, questi rendono però il suolo sempre più compatto. Nel quadro di una valutazione a lungo termine sul compattamento del terreno, tenutasi nel sito Agroscope di Reckenholz, sono state eseguite alcune ricerche dettagliate, in modo da scoprire la differenza nello sviluppo del mais in un suolo più compatto e in un suolo meno compatto.

 

Un circolo vizioso

In un suolo compatto, le radici incontrano un’importante resistenza meccanica. Di conseguenza, queste non riescono a spingersi tanto in profondità quanto lo farebbero un suolo più morbido e l’unica scappatoia che trovano è la crescita laterale, che porta a un sistema radicale piatto. Per questo motivo non riescono a raggiungere l’acqua della quale hanno bisogno, se non in uno strato di terreno limitato vicino alla superficie. Strato che si secca molto rapidamente e porta di conseguenza a una resistenza meccanica ancora più elevata e a un sistema radicale ancora più piatto – in pratica, un vero e proprio circolo vizioso.

Lo sviluppo delle piante in superficie e dunque anche il rendimento ne soffrono. Ma il problema non è dovuto alle riserve d’acqua nel sottosuolo bensì al compattamento del terreno che impedisce alle radici delle piante di raggiungere l’acqua.

 

Agroscope, 3 maggio 2018

Trad. e adattamento: DZ







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