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No alla visione d’insieme del CF sul futuro dell’agricoltura

Pubblicata il 12-04-2018

 

In effetti, per tre ore la Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET) si è concentrata sulla politica agricola e sul suo sviluppo negli anni venturi, con particolare riferimento all’“Analisi globale dell’evoluzione a medio termine della politica agricola”, il tanto discusso documento di ben 84 pagine di cui l’apertura totale delle frontiere ai prodotti agricoli rappresenta il punto principale. La maggior parte dei membri della CET ha per fortuna riconosciuto e quindi supportato il punto di vista dell’Unione Svizzera dei Contadini (USC), vale a dire che la citata visione d’insieme presentata dal Governo elvetico lo scorso novembre, nella sua forma attuale, non costituisce una base solida e concreta per lo sviluppo della politica agricola del futuro.

 

La Commissione ha richiesto che il discusso e controverso rapporto sia inserito all’ordine del giorno e trattato dal Consiglio nazionale nella sessione estiva del Par­lamento. Lo scopo è di rispedirlo al mittente, cioè al CF, un fatto che permetterebbe di metterlo definitivamente da parte nella sua forma odierna. Come ribadiamo da tempo, il CF deve svolgere seriamente la sua missione per assicurare la sicurezza alimentare alla popolazione. Con la politica agricola del futuro bisogna rafforzare la produzione indigena di qualità, sostenibile e rispettosa degli animali, a favore della biodiversità, per garantire una quota soddisfacente di auto-approvvigionamento e promuovere le prestazioni svolte dalla nostra agricoltura a favore di tutti, prendendo misure adatte a favorire queste essenziali attività. La CET ha chiesto al Governo di rivedere il suo rapporto, sopprimendone la componente internazionale e l’apertura incondizionata delle frontiere. Nello stesso, la base per ogni decisione e lo sviluppo della politica agricola futura dovrà essere, senza discussioni, il nuovo articolo costituzionale 104a sulla sicurezza alimentare voluto dal popolo lo scorso 24 settembre.

 

La Commissione vuole un’analisi dettagliata della politica agricola attuale a partire dal 2014, ribadendo che gli accordi internazionali dovranno essere trattati indipendentemente dalla futura politica agricola. Con un postulato, la CET affida al CF il compito di esaminare concretamente le ripercussioni di un’eventuale riduzione della protezione doganale nei settori strettamente legati all’agricoltura, a monte e a valle, così come per i posti di lavoro in questi specifici rami d’attività. Il CF dovrà inoltre dimostrare chiaramente come intende assicurare il commercio equo negli accordi di libero scambio. I membri della Commissione si aspettano infine che il CF rediga un calendario completo dei temi attuali che ruotano attorno all’agricoltura, come le Iniziative: per alimenti equi, sulla sovranità alimentare o sull’acqua potabile pulita e cibo sano. Il calendario dovrà essere ac­com­pa­gna­to da un esame sulle ripercussioni che l’accettazione di queste iniziative avrebbe sul futuro della politica agricola svizzera, al fine di essere preparati e poter reagire.

 

L’USC sostiene a spada tratta la decisione della Com­mis­sione. Il Governo riceverà compiti precisi e una mole di lavoro importante, che dovrà svolgere coscienziosamente e in modo ineccepibile.

 

Sem Genini, segretario agricolo UCT

 







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