iscriviti ai feed RSS

Pensare come la Drosophila suzukii

Pubblicata il 06-12-2017

 

Al lavoro in 40

Fondatori e responsabili del progetto sono associazioni viticole della regione di Hallau/Oberhallau e il Centro di competenza viticola di Sciaffusa/Turgovia, possono inoltre contare su una stretta collaborazione da parte della Taskforce nazionale Drosophila suzukii, così come dei rappresentanti del settore viticolo, della ricerca, della consulenza e di altre ditte rilevanti del settore. Le persone attive per il progetto di Leumann sono una quarantina. Una di loro è Nadine Brinkmann, laureata in scienze ambientali. È lei a occuparsi della supervisione dei diversi moduli. Nei 150 ettari di vigna della regione di Hallau, attualmente vengono condotte una ventina di prove diverse.

 

Catturare, ostacolare, proteggere

La strategia è chiara, oltre al monitoraggio del comportamento della Drosofila del ciliegio, vengono osservate le condizioni naturali delle parcelle nelle quali si svolgono gli esperimenti. Diverse misure di protezione vengono applicate congiuntamente. Inoltre il progetto è flessibile, i metodi vengono adeguati in base al comportamento del moscerino. Nei punti “caldi”, come siepi e arbusti di sambuco o more, dove la densità del moscerino è maggiore, si dovrebbero poter utilizzare dei “metodi di cattura di massa”. Barriere artificiali, come ad esempio delle reti tra i vigneti e nei punti di maggior densità, dovrebbero distogliere l’attenzione dalle colture. Applicazioni, tipo il caolino, renderebbero inoltre l’uva meno accogliente.

 

Ricerca globale

Il progetto si svolge in sei moduli, che riguardano degli aspetti molto diversi della drosofila, in modo da poter trattare il parassita con delle misure compensative:

-          la mappatura: vale a dire, dove sono i moscerini all’interno del vigneto? Nadine Brinkmann ha mappato e registrato le informazioni geografiche riguardo 2500 oggetti d’interesse nei siti destinati al progetto e, in base a questi dati, disegnato una mappa di punti caldi;

-          il volo: i moscerini vengono catturati in una parcella sperimentale, spruzzati con del bianco d’uovo e poi liberati in un punto centrale. Di regola cadono a un raggio di circa 60 metri dal punto di partenza, in questo modo, possiamo scoprire quale raggio può raggiungere ogni singolo insetto;

-          il monitoraggio: dall’inizio del mese di marzo, settimanalmente, in 21 luoghi vengono conteggiate le trappole. A partire dalla fine di luglio il numero di insetti catturato nei punti caldi dimostra una forte tendenza al rialzo;

-          le trappole: vengono valutate in base alla loro efficienza. Vengono utilizzate sia trappole commerciali, sia trappole fatte in casa, come quelle con le bottiglie PET;

-          applicazioni e principi attivi: da un lato il loro effetto viene certificato dal produttore dei prodotti, dall’altro vengono testati da alcuni viticoltori;

-          reti e barriere: quello che ci si chiede è: esiste la possibilità di tenere i moscerini lontani, con l’ausilio di reti e barriere? Se sì, come? Avvolgendo direttamente i filari o tramite delle barriere?

 

Ancora molte domande

Una delle barriere è stata visionata durante la conferenza stampa: 100 metri di lunghezza e 4 di altezza e serve da separazione tra gli arbusti e i vitigni da quando l’uva ha iniziato a colorarsi. Delle trappole da entrambe i lati della rete dovrebbero attestare l’efficacia della barriera. “Sulla protezione dei vigneti dal moscerino dei ciliegi restano ancora aperte”, sottolinea Markus Leumann alla fine della conferenza. Siamo tra l’altro tutti nella stesa barca.” Leumann chiede anche al pubblico, di essere comprensivi riguardo le preoccupazioni e le misure prese dalla viticoltura e, se possibile, di osservare anche potenziali di Drosofila nei giardini domestici.

 

Landleben

Trad. e adattamento: Lara Colombi







Iscrizione alla newsletter


Privacy Policy

Accedi per scaricare il materiale riservato o per pubblicare un annuncio nella nostra Borsa del lavoro






Se hai dimenticato la password clicca qui