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Terreni trascurati: urgono dei cambiamenti

Pubblicata il 22-06-2018

 

Per le famiglie contadine c’è tuttavia un altro tema, spesso ignorato, ma di certo non meno importante degli altri: il suolo. I terreni agricoli coltivabili, la più importante base di produzione non rinnovabile dell’agricoltura svizzera (e mondiale), sono minacciati. Stando alla statistica svizzera sulle superfici, dall’inizio delle misurazioni nel 1979, le zone di costruzione aumentano di oltre 2'400 ettari ogni anno, che corrispondono a 6,6 ettari al giorno. Con la cementificazione e l’avanzamento dei boschi, il settore primario perde 3'500 ettari di terreno ogni anno, vale a dire, un m2 al secondo. Dei dati impressionanti, che si aggiungono al fatto che sovente si costruisce anche su terreni che sarebbero ideali per una produzione agricola di qualità (vedi anche il nostro comunicato stampa sulle officine FFS!). Contemporaneamente, l’agricoltura Svizzera deve impegnarsi più che mai nel preservare la qualità dei suoi terreni. Il compattamento, la diminuzione di materia organica e l’erosione del suolo aumentano il rischio di degradazione e, nel peggiore dei casi, di ulteriori perdite. Ad oggi, la quantità di dati pedologici raccolti e resi disponibili a livello nazionale sono insufficienti per affrontare in modo adeguato le sfide principali in materia di sicurezza alimentare, pianificazione del territorio e cambiamenti climatici. Dall’abbandono, nel 1996, dell’unico Servizio nazionale di mappatura dei terreni, non esiste più alcuna istanza che applichi e aggiorni le norme per un rilevamento armonizzato di dati pedologici per l’intero territorio nazionale. Manca un’unità nazionale specializzata, in grado di rispondere alle domande sullo sfruttamento e la protezione del suolo.

 

La Commissione dell’USC di produzione vegetale e la divisione energia & ambiente hanno esaminato a fondo la questione del suolo e scritto una presa di posizione in merito, dove illustrano molteplici sfide, sostenendo la creazione di un Centro di competenza per il suolo collegato a uno degli Istituti di ricerca già esistenti. Il Centro di competenza dovrebbe contribuire alla preservazione di terreni agricoli fertili, minacciati sia a livello numerico che qualitativo, oltre ad occuparsi del rilevamento uniforme delle informazioni pedologiche tramite i Cantoni al fine di poter svolgere un monitoraggio completo. Nell’idea dei promotori, esso dovrebbe avere inoltre il compito di raccogliere le informazioni ottenute dai vari progetti in corso e degli effetti scaturiti dalla politica agricola attuale, preparandole per la messa in atto a livello pratico. Gli Uffici Federali dell’Ambiente, dell’Agricoltura e dello Sviluppo territoriale, così come gli Istituti di ricerca, hanno ricevuto la presa di posizione alla fine di maggio e ora sono chiamati il prima possibile a prendere i provvedimenti necessari. La quantità e la qualità del suolo svizzero per la produzione agricola sono le basi dell’approvvigionamento di derrate alimentari sane per la popolazione e per una produzione rispettosa della natura e soprattutto sostenibile. Sono poche le cose che rivestono una simile importanza!

 

Sem Genini, segretario agricolo UCT







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