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Un bilancio dell’attuale politica agricola in chiaro e scuro

Pubblicata il 31-07-2018

 

La politica agricola in vigore nel periodo 2014-’17 è stata riconfermata anche per gli anni 2018-’21, senza apportare grandi modifiche, ma solo qualche correttivo. Prima di intavolare un nuovo dibattito e/o modificare ulteriormente la politica agricola del futuro, è però necessaria e indispensabile una valutazione oggettiva e completa di quella attuale, in particolare del suo stato e del raggiungimento degli obiettivi. A questo scopo, l’Unione Svizzera dei Contadini (USC) ha attivato un dispositivo di monitoraggio permanente redigendo un rapporto indicativo su quanto avvenuto finora. Il bilancio è eterogeneo. Per quanto riguarda gli obiettivi in materia di biodiversità sono stati superati addirittura del 140%. Sono state realizzate anche le aspettative sul benessere degli animali, che tuttavia hanno portato alcuni risultati negativi sull’uso efficiente delle risorse. I nuovi metodi di allevamento incrementano le emissioni di ammoniaca e quindi, a livello quantitativo, in questo ambito i progressi fatti negli ultimi decenni si sono un po’ arenati ma diversi gruppi di ricerca stanno lavorando per trovare delle soluzioni efficaci. Sono invece molto insoddisfacenti i risultati ottenuti con i contributi per la sicurezza dell’approvvigionamento, in effetti le calorie prodotte dalle superfici coltive e le colture perenni sono diminuite e, con un ritmo di oltre 1’000 ettari annui (sigh!) si è purtroppo altresì protratta la perdita di terreni coltivabili. Malgrado un sensibile aumento della produttività lavorativa e del reddito settoriale, in agricoltura i guadagni restano ben al di sotto di quelli percepiti in altri settori comparabili. Anche l’evoluzione dell’indice della qualità di vita resta molto deludente e il prospettato e promesso cambio di tendenza si fa ancora attendere, causando malcontento tra le famiglie contadine del nostro Paese. Come continuare dopo il 2022? Nella sua valutazione, l’Ufficio Federale dell’Agricoltura dà voti positivi alla politica agricola attuale. Anche per l’USC non servono grandi modifiche, ma sono necessari alcuni adeguamenti, come per la biodiversità; poiché se ci si attiene solo alla quantità delle superfici, l’attuale politica agricola prevede incentivi sufficienti o persino troppo elevati. In futuro bisognerà dare più attenzione alla loro qualità. Inoltre, il sostegno odierno alla produzione di alimenti per l’approvvigionamento alimentare non è per nulla sufficiente, bisognerà trovare nuove vie per promuoverla. Il benessere degli animali dovrà essere affiancato alla problematica delle emissioni di ammoniaca. Da ultimo è lampante che l’attuale politica agricola non offra sufficienti basi per migliorare la situazione economica delle aziende agricole. Questa triste tendenza va ricondotta perlopiù agli incentivi, che purtroppo non si traducono in valore aggiunto o redditi migliori. Questo punto rimane per noi una questione prioritaria, che va senz’altro migliorata.

 

Sem Genini, membro di direttiva dell’USC

 







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