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Vendita diretta in azienda in piena espansione in Svizzera!

Pubblicata il 29-01-2018

 

Da alcuni anni sempre più famiglie contadine diversificano le loro attività, in modo da ricavare dei prezzi migliori per i prodotti, aumentandone il valore aggiunto in fattoria. Al contempo, le nostre aziende sono anche le ambasciatrici dell’agricoltura di casa nostra al cospetto della popolazione, dove guadagnano sempre più popolarità e riconoscenza per il lavoro svolto quotidianamente. Le cifre fornite dell’Ufficio federale di statistica confermano questo trend e mostrano che, se nel 2010 le aziende agricole che hanno dichiarato di vendere i propri prodotti anche tramite vendita diretta in azienda erano 7’084, nel sondaggio svoltosi nel 2016, il numero è aumentato a ben 11’358 fattorie. Un incremento del 60%! Il Ticino è uno dei Cantoni con il maggior numero di aziende che offrono vendita diretta.

 

Un ulteriore cambiamento per le nostre aziende è l’aumento della trasformazione di prodotti agroalimentari direttamente in azienda, come la preparazione di marmellate, mosti, sciroppi, pane, formaggio e altri alimenti. Sono 6’252 le famiglie contadine che trasformano le loro materie prime in fattoria. Il terzo maggior settore di attività per gli agricoltori svizzeri è il lavoro forestale e la lavorazione del legno. Sono 17’359 le fattorie che dichiarano attività nel settore forestale. D’altro canto, le altre offerte complementari delle fattorie svizzere, come l’accoglienza sociale o la gastronomia, sono in leggera diminuzione. Questo calo è perlopiù dovuto al fatto che queste attività generano una quantità di lavoro supplementare considerevole a fronte di entrate abbastanza esigue, senza dimenticare tutte le restrizioni e normative di legge vigenti che non facilitano il compito. Le offerte di pernottamento, proposte da poco più di 2’000 aziende, sono rimaste stabili.

 

Attualmente il 58% delle aziende agricole dichiara di sviluppare delle attività diversificate in fattoria. Mentre per il 13% dei casi l’impatto economico di queste attività è trascurabile, per il 40% delle aziende agricole queste attività rappresentano tra il 10-50% della cifra d’affari totale; una percentuale ragguardevole. Oltretutto, nel 5% dei casi, le attività non-agricole contribuiscono a più della metà della cifra d’affari, diventando così l’attività principale di queste aziende; un dato questo abbastanza preoccupante. È assodato che il salario orario generato varia da una fattoria all’altra. Infatti, trasformazione e vendita diretta tramite un negozio in fattoria o una bancarella al mercato richiedono un’ingente quantità di lavoro e di stress. I bassi prezzi alla produzione spingono sempre più aziende a investire in canali di vendita alternativi, per far fronte alle difficoltà economiche. In questo modo gli agricoltori possono generare in fattoria un maggior valore aggiunto, invece di dover dipendere da un impiego part-time al di fuori dell’azienda agricola per arrotondare le entrate alla fine del mese.

 

Sem Genini, segretario agricolo UCT







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