Turismo innovativo

Pubblicata il 21-02-2012


Il Canton Ticino sembra non attirare più turisti: è sconfortante osservare la situazione del 2011 sul fronte del turismo. La stagione estiva, conclusasi lo scorso anno, ha visto un grande calo di turisti che non sono venuti a trascorrere del tempo nel nostro territorio e ci si chiede perché la “Sonnenstube” della Svizzera stia soffrendo per il persistente calo dei pernottamenti. Si nota lo stesso trend anche negli altri Cantoni svizzeri? La risposta è forse legata alla mancante offerta di strutture ricreative e di offerte valide nel nostro Cantone? O forse perché è sempre più scarseggiante il bellissimo passaggio agricolo che scompare di anno in anno, lasciando il posto a un passaggio pieno di costruzioni e strutture industriali?
Con i pernottamenti è calata anche l'offerta alberghiera. Osservando i dati delle strutture presenti nel 1992 si può notare che è scomparso un quarto delle strutture. Forse anche questo dato è significativo, il target dei clienti della Svizzera sta cambiando: vi sono sempre più famiglie e giovani, i quali, vista la crisi, cercano sempre più delle strutture accessibili anche da punto di vista economico. Il turista vuole godersi la natura, gustare i prodotti genuini a un prezzo abbordabile. Queste esigenze dovrebbero quindi essere colmate dalle aziende agrituristiche che hanno la possibilità di offrire tutto questo. Su questo punto la ristorazione ticinese ha perso il treno, da anni ha abbandonato la richiesta di fornitura di prodotti ticinesi per sostituirli con altri meno cari che provengono da oltre la nostra frontiera. Questo ormai ha portato alla diminuzione dei consumatori e all’aumento di strutture alternative, come l’agriturismo, che offrono spesso piatti semplici di stagione e soprattutto che sono regionali. La paura dei ristoratori si è rispecchiata in seguito nella nuova Legge sugli esercizi pubblici (Lear), mettendo l’offerta agrituristica nello stesso sacco e ponendola allo stesso livello con le offerte proposte da alberghi e ristoranti.
Si è parlato che il Cantone vuole finanziare i progetti turistici innovativi. La mia riflessione è che forse la strada che si sta prendendo è un po’ contorta . Si dice che il turista di oggi cerca: di rivivere le tradizioni, avvicinarsi al mondo agricolo, mangiare sano, allontanarsi dalla città e dal ritmo frenetico della vita di tutti i giorni, il contatto con la natura, di evitare il turismo di massa, di svolgere un’attività all’aria aperta, e via dicendo. Questo che vuole essere definito come “innovazione” in realtà non è altro che tornare al passato, ritrovare le radici, provare a capire l’origine del cibo, godersi il paesaggio e la natura incontaminati, elementi che vengono offerti già dalle aziende agricole. Ecco quindi che forse qualcuno dovrebbe riflettere e valorizzare l’agricoltura che è vicino al turismo sostenibile che oggi giorno è molto alla moda e all’avanguardia.
Concludendo se il turismo ticinese si avvicinasse un po’ di più all’agricoltura ticinese forse potrebbe risolvere i propri problemi ed essere di nuovo attrattivo e innovativo …

 

Agricoltore Ticinese, 17.02.2012 (editoriale)

Anita Tomaszewska, Centro Competenze Agriturismo