Febbre, diarrea e un forte calo della produzione di latte: sono questi i principali sintomi osservati nei bovini colpiti da un nuovo Orthobunyavirus del sierogruppo Simbu, strettamente imparentato con il virus Shamonda.

 

Un nuovo virus arriva in Svizzera
All’inizio di agosto 2026, l’Istituto di virologia e immunologia (IVI) ha confermato la presenza in Svizzera di un Orthobunyavirus appartenente al sierogruppo Simbu. Il nuovo virus è stato individuato in bovini che presentavano febbre, diarrea e una marcata diminuzione della produzione di latte.

Come altri virus trasmessi da vettori, anche Shamonda-like viene associato ai Culicoides, piccoli moscerini ematofagi già conosciuti per trasmettere il virus della malattia della lingua blu (virus Bluetongue).  Questi insetti trasmettono il virus da un animale infetto a un altro attraverso la puntura.

La presenza e l’attività dei Culicoides sono influenzate dalle condizioni climatiche e meteorologiche. Per questo motivo, la diffusione di virus trasmessi da questi insetti può essere particolarmente importante durante i periodi più caldi.

Quali sintomi bisogna osservare?

Negli allevamenti bovini colpiti in Svizzera, la malattia ha avuto generalmente una durata di circa 14–21 giorni. I principali sintomi osservati sono:

  • febbre, generalmente superiore a 40 °C, per uno o due giorni;
  • forte calo della produzione di latte;
  • inappetenza;
  • diarrea.

I sintomi non sono specifici e possono essere associati anche ad altre malattie. Per questo motivo non è possibile riconoscere il virus solamente osservando gli animali. Un aspetto particolarmente importante riguarda gli animali gravidi.

Attenzione agli aborti

Negli ultimi giorni l’IVI ha rilevato il virus anche in diversi feti bovini abortiti provenienti da più allevamenti svizzeri.

Questi ritrovamenti rafforzano l’ipotesi che il virus possa attraversare la placenta e raggiungere il feto. È quindi possibile che l’infezione durante la gravidanza possa provocare aborti e malformazioni nei neonati.

Come proteggere il bestiame?

Al momento non esiste un vaccino specifico contro il virus Shamonda-like. La prevenzione deve quindi concentrarsi soprattutto sulla riduzione dell’esposizione degli animali ai Culicoides.

Quando possibile, è utile:

  • ridurre l’esposizione degli animali ai moscerini, soprattutto nei periodi di maggiore attività;
  • utilizzare, dove possibile, ricoveri e strutture che limitino il contatto con gli insetti;
  • prestare particolare attenzione durante i periodi caldi e umidi;
  • controllare quotidianamente gli animali e osservare eventuali cambiamenti nella produzione di latte o nello stato generale;
  • garantire agli animali acqua a sufficienza, ombra e possibilità di raffrescarsi, soprattutto durante le ondate di caldo.

Cosa fare se si sospetta la malattia?

Se diversi animali presentano contemporaneamente febbre, diarrea, inappetenza e un improvviso calo della produzione di latte, è importante contattare il proprio veterinario.

La diagnosi non può essere effettuata sulla base dei soli sintomi. Per il rilevamento del virus sono necessari esami di laboratorio. Attualmente i costi delle analisi sono coperti dalla Confederazione.

 

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